Lo stile Wabi Sabi

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Lo Stile Wabi Sabi come tendenza di sostenibilità. Una moda d’arredamento che accetta l’effimero e la bellezza dell’imperfezione.

Il Wabi Sabi è uno stile molto attuale, che nell’arredamento esalta il bello dell’imperfezione. Si basa su tre semplici principi dell’effimero: nulla è duraturo, perfetto o finito. Per magia il tutto diventa un insieme armonioso con chiari rimandi alla natura e all’altrettanto naturale scorrere del tempo. Per questo motivo sono valorizzati all’interno dell’arredo casalingo anche elementi carpiti in natura. Elementi questi, che nei decenni passati nessuno mai avrebbe pensato di considerare come spunti d’arredo.

Pensiamo dunque a tronchi raccolti sulla spiaggia, a vecchi mobili da buttare sverniciati e riportati al vivo legno, pensiamo a ciotole di pietra o a sassi.

IL PENSIERO DEL SOL LEVANTE NELLO STILE WABI SABI

Sembra facile oggi mettere nello stesso parallelo il pensiero europeo con quello del Sol Levante.

Ci sono voluti molti anni per accogliere il pensiero giapponese che accetta con gioia le imperfezioni e trova bellezza nei difetti. La tappa finale è un ambiente che, essendo percepito come vissuto e profondamente intimo, risulta autentico, senza le barriere del Design.

Non è passato troppo tempo da quando, ad esempio negli anni ’70, le case alto-borghesi europee ridondavano di dettagli collegati alla ricchezza, mentre le case Giapponesi, dai paraventi di carta di riso e svuotate interamente dal superfluo, ci sembravano case vetrina. Case che noi non avremmo mai potuto abitare.

ETIMOLOGIA DEL WABI E DEL SABI

Wabi in giapponese significa povertà e Sabi significa semplicità. In particolare, la semplicità della vita in sintonia con la natura nonché, l’inesorabile scorrere del tempo e la serenità correlata all’accettarne la transitorietà. E’ questa l’etimologia del Wabi e del Sabi.

I MATERIALI WABI SABI

I materiali del Wabi e del Sabi non vanno ricercati nella sofisticazione industriale. Sono quelli che madre natura ci ha già dato. Abbiamo già tutto a disposizione. Dobbiamo solo prenderlo con rispetto, nella consapevolezza della caducità della vita e delle cose. Nulla può e deve essere eterno.

Dov’è secondo voi la perfezione più perfetta se non nella natura e nei suoi materiali? Le venature irregolari del legno, le asperità della pietra, le motricità di certe texture come il lino grezzo o del cotone organico. A questo scenario si possono aggiungere gli oggetti dell’uomo, le ceramiche con difetti di lavorazione, pezzi unici usciti dalla serialità.

UNA RILASSANTE PALETTE NEUTRA

Se accettiamo che nulla è perenne, se troviamo la bellezza anche e soprattutto in oggetti vissuti che portano segni di usura, saremo meno tentati dal sostituirli con frequenza. La spinta che questo stile di vita dà all’accettazione dello scorrere del tempo e l’invito ad abbracciare l’imperfezione, ci porta anche ad integrare nella nostra casa mobili di recupero unici e carichi di storia.

Questo è il profondo senso dello stile wabi sabi, intercettando la profonda esigenza di sostenibilità. Il che si traduce in preferenze di materiali come il legno, la pietra, il bamboo. I materiali generano una palette neutra rilassante. Essa spazia dal bianco sporco al verde salvia passando per tutti i toni della terra e la scala dei grigi più tenuti.

I parquet sono finalmente grezzi e non importa se camminandoci si graffiano. Era ora che il graffio diventasse parte della nostra effimera filosofia di vita. Ecco il nostro stile sostenibile. Lo stile Wabi Sabi.

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